Erald Karla Ngjela, Qua nessuno vede niente

Dialoghi incalzanti e esilaranti in una storia che coinvolge un intero paese

 

Una satira tragicomica, caratterizzata da incalzanti ed esilaranti dialoghi in romanesco, in contrasto con una narrazione oggettiva in stile classico, che si svolge in un immaginario paese del Lazio di duemila anime, in cui le vicende corali di numerosi personaggi si intrecciano, per mostrarci uno sfondo socio-culturale ambientato negli anni della crisi economica 2010 – 2018.

La vicenda permette di evidenziare varie tipologie di condizionamenti e coercizioni collettive e individuali, quali la cultura cattolica di provincia, l’ingiusta distribuzione di opportunità e risorse, il sussurrato razzismo di sottofondo, l’ignoranza e la brutalità del pregiudizio sociale. La storia evidenzia anche la divisione tra pensiero razionale e manifestazione delle passioni più profonde nei momenti di estremo interesse personale e di rischio. La trama principale si intreccia e si alterna ad una serie di trame secondarie, i cui protagonisti sono i vari abitanti del paese, impegnati in vicende di carattere diverso, che metteranno in luce aspetti grotteschi e contraddittori tipici dei comportamenti umani. Silvano, che possiede una piccola impresa edile, uomo singolare che rivelerà la sua avversione per gli stranieri – anche se l’unico operaio sul suo libro paga è un albanese – si trova a ristrutturare un antico casone, la cui proprietaria è una folle vecchietta, Sora Rita, facoltosa ma avida gattara. La casa è assai particolare, perché in passato faceva parte di un edificio che apparteneva al Vaticano, prossima al medievale castello.

Sin da subito, soprattutto a causa del progetto d’uno scarico abusivo, Silvano giudica il lavoro molto fosco, nonché legalmente pericoloso, ma la Sora gli assicura che il prete sa tutto e che li avrebbe in ogni caso coperti. Trovato dunque un difficile accordo, il mastro dà inizio alla ristrutturazione, salvo poi scoprire un vuoto nel pavimento della cantina, proprio dove la Sora avrebbe voluto far passare lo scarico. Ciò che innanzitutto colpisce il mastro è che tale vuoto sia confinante con l’edificio vaticano soprastante la medievale tomba del nobile signore, che si diceva fosse stato seppellito assieme a tutta la sua armatura in oro e a diverse armi. Da qui una successione di eventi tragicomici, raccontati con il ritmo del dialogo spontaneo in contrasto con il distacco del narratore esterno, legati all’ambiguità dei personaggi e delle azioni durante gli scavi ‘illegali’ per giungere al fantomatico tesoro. In contemporanea, la narrazione segue vicende e comportamenti di molti altri abitanti del paese, in una visione corale che si ricollega alla tradizione storica dei romanzi del genere. Attraverso le vicende vissute dai personaggi, il romanzo traccia, con l’uso della visione obliqua tipica dell’umorismo, un percorso socio-psicologico di una collettività che potrebbe corrispondere a molte realtà esistenti nel nostro Paese.

Erald Ngjela (1990, Durazzo, Albania) e Karla Ngjela (1992, Bracciano, Roma), sono fratello e sorella di cittadinanza albanese. Nati da madre greca e padre albanese, crescono in un paesino del centro Italia, coltivando da sempre la passione per la letteratura e il cinema. Dopo la laurea triennale al D.A.M.S di Roma tre, Erald Ngjela ha conseguito la laurea magistrale in Informazione editoria e giornalismo nella medesima università. Più eclettica, Karla Ngjela ha invece interrotto il percorso universitario, pur tuttavia coltivando interessi in diversi campi che spaziano dalla biologia alle lingue. Da due anni Erald e Karla si sono trasferiti al nord Italia, ed oggi vivono in provincia di Brescia.

Titolo:   QUA NESSUNO VEDE NIENTE

Autore: Erald Karla Ngjela

ISBN: 978-88-32114-14-0

Collana: Lo sguardo giovane

Pagine: 264, Brossura

Anno pubblicazione: 2020

Prezzo: 12,00€

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